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MUSEI
a cura di Valentina Mariani


 
 
Valentina Mariani (Varese, 1988) dopo il diploma al liceo classico, ha conseguito una laurea triennale in Lettere Moderne con curriculum storico – artistico presso l’Università degli Studi di Pavia. Attualmente è iscritta alla laurea magistrale in Storia delle Arti dall’Antichità al Contemporaneo nello stesso ateneo. Da sempre appassionata di scrittura, negli anni passati ha partecipato con buoni risultati a diversi concorsi letterari. Collabora con alcune testate web che si occupano di storia dell’arte ed esposizioni temporanee.
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La Pinacoteca di Brera. Un gioiello da riscoprire e valorizzare.
E’ una delle pinacoteche più importanti d’Italia e uno dei fiori all’occhiello della città di Milano, eppure il suo nome significa, letteralmente, “terreno incolto”. Nella “braida”, infatti, cioè in un terreno suburbano, sorgevano nel medioevo il monastero e la chiesa degli Umiliati; edifici e terreni, nel 1571, con l’abolizione dell’ordine, passarono ai Gesuiti, che si assunsero l’impegno di costruire lì un collegio e delle scuole.
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Il Centre Pompidou di Parigi.
Chiamarlo “museo” è riduttivo

In una città come Parigi, che, pur con tutte
le peculiarità che distinguono ciascun arrondissement, si presenta con incredibile coerenza, la presenza di un museo di arte moderna all’interno di un contenitore apparentemente stravagante come quello del Centre Pompidou può sembrare straniante.
E invece il Beaubourg, progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, con l’estesa piazza davanti all’ingresso – che durante le giornate di sole accoglie artisti di strada, giovani e turisti affaticati – si inserisce con naturalezza tra le strade parigine, anche senza avere il tipico tetto a punta in ardesia.

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La Triennale di Milano: da esposizione biennale a museo
A chiusura del quadrilatero di Parco Sempione, delimitato dal Castello Sforzesco, dall’Arena e dall’Arco della Pace, sorge il Palazzo dell’Arte, opera dell’architetto Giovanni Muzio. L’edificio fu costruito nel giro di un anno e mezzo, tra il 1931 e il 1933, e dal 1933 è sede della Triennale di Milano. La Triennale affonda le sue radici a Monza, in rapporto alla I Biennale delle arti decorative dell’ISIA (Istituto Superiore di Industrie Artistiche), che si teneva presso la Villa Reale. Dopo tre edizioni biennali, nel 1930 ebbe luogo la IV Triennale, che dopo tre anni trovò nuova sede a Milano, nel Palazzo progettato da Muzio.
(Foto Courtesy: La Triennale di Milano)
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La Fundaciò Joan Mirò a Barcellona: un museo di arte contemporanea da sempre all’avanguardia.
Era la fine degli anni ’60 e Joan Mirò, artista catalano nato nel 1894 a Barcellona, aveva ormai raggiunto l’apice della propria carriera. Il suo nome era conosciuto a livello internazionale grazie alla conquista del premio per la grafica alla Biennale di Venezia nel 1954 e successivamente, nel 1958, del Premio Internazionale Guggenheim.

(Foto Archivio Sognoelektra)

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Milano riscopre la sua storia: il Museo del Novecento all’Arengario
Dopo i lavori proseguiti per tre anni, finalmente il Palazzo dell’Arengario ha aperto le sue porte e dal 7 dicembre scorso sta accogliendo le migliaia di visitatori del nuovo Museo del Novecento, al quale ha dato una sede per l’esposizione di 350 opere d’arte. Mantenute e restaurate le mura esterne, con i rilievi di Arturo Martini, il palazzo è stato demolito e ricostruito all’interno, secondo il restyling ideato dal Gruppo Rota, guidato da Italo Rota e da Fabio Fornasari.
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Fondazione Mirò Barcellona - Foto Sognoelektra
 
Articoli di Valentina Mariani: biennale, viaggio, architettura, archeologia, artisti
viaggio
  biennale Venezia   viaggio
Un racconto
di
SARAJEVO.

Un breve viaggio nel cuore dei Balcani.
Sarajevo non è poi così lontana. Quindici ore di auto, partenza al calar della sera, la notte attraverso la nebbia autunnale della Slovenia, poi della Croazia…non si vede a un palmo dal naso, l’aria è gelida. Non passa nessuno, né nella nostra direzione, né in quella opposta. Dobbiamo farci strada da soli. Un’unica sosta, il silenzio colpisce sempre come se non lo si fosse mai sperimentato. E il viaggio prosegue, sempre dritti. La Bosnia ci accoglie alle prime luci dell’alba.
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Acqua Ferita/Wounded Water
Il Padiglione Iraq torna alla Biennale di Venezia dopo anni di assenza.
A metà strada tra Arsenale e Giardini, ospitato nell’affascinante edificio della Gervasuti Foundation, il Padiglione Iraq propone per la 54a Biennale di Venezia una riflessione sul tema dell’acqua. I sei artisti coinvolti entrano nelle viscere di una terra devastata da continue guerre e illuminano una delle ferite più profonde della propria nazione: Acqua erita/Wounded Water. Dopo il 1976, questa è la prima occasione per l’Iraq di instaurare un dialogo culturale con il resto del mondo, dopo che per lungo tempo le problematiche interne ne hanno impedito la presenza.
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L’Alsazia, terra di vino e cultura. - Una regione ricca
di storia
- visita, testo e foto
di Valentina Mariani

Una regione ricca di storia: i Romani vi arrivarono nel 58 a.C. per combattere gli Alemanni, quasi un presagio del suo destino di terra contesa. Il nome con cui oggi la conosciamo comparve per la prima volta intorno all’anno 625, quando per circa un secolo fu un ducato. Nei secoli successivi, l’Alsazia divenne culla dell’arte gotica e centro propulsore dell’arte tipografica, per poi essere, nel XVI secolo, uno dei centri dell’Umanesimo e della Riforma Protestante.
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biennale Venezia   biennale Venezia   personaggio
CRYSTAL OF RESISTANCE
Panico e universalità:
Thomas Hirschhorn per il Padiglione Svizzera alla 54a Biennale di Venezia - Giardini

Entrare nel Padiglione di Thomas Hirschhorn è prima di tutto un’esperienza sensoriale. Varcare la soglia architettonica del padiglione è come uscire dalla dimensione reale lasciata alle spalle e fare ingresso in un mondo altro. Ancor prima di essere comunicativo, il padiglione svizzero crea un immediato impatto emotivo. L’esuberanza di oggetti – e, quindi, di immagini – e il percorso costretto e quasi soffocante avvolgono il visitatore, chiunque egli sia. >Leggi l'articolo
  Gli Eventi Collaterali della Biennale di Venezia
Dal 4 giugno Venezia diventa il centro del mondo. Appassionati, esperti o curiosi, tutti dirigeranno i propri passi tra Giardini e Arsenale nei prossimi sei mesi, per vedere le opere esposte per la 54a Esposizione Internazionale d’Arte. Ma, per chi ha passione e qualche giorno di tempo, sono numerosi gli eventi da segnare sull’agenda e tra cui scegliere. La città lagunare infatti offre ben 37 mostre collaterali, che completano e arricchiscono il percorso tra i vari Padiglioni della Biennale, con un’apertura altrettanto contemporanea e internazionale.
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Renzo Piano: sfide al futuro all’insegna di leggerezza
e cura dell’ambiente

“La ricerca costante di una ‘leggerezza’ nelle strutture architettoniche è stata sempre per me importante. E' l’idea dell’architettura come arte per sollevare immense superfici di suolo, sotto le quali lasciare fluire l’imprevedibile movimento della vita quotidiana”.
Con queste parole Renzo Piano descriveva i propri lavori, facendosi per un momento critico di sé stesso...]
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sito archeologico   mostra   mostra

POMPEI: UN TESORO ARCHEOLOGICO
Sito Archeologico
Ultimamente l’opinione pubblica è stata portata a volgere lo sguardo verso il sito archeologico di Pompei in seguito al crollo improvviso della Schola armatorum, meglio nota, anche se secondo una dicitura errata, come Domus dei Gladiatori. L’episodio si è immediatamente trasformato in un valido argomento di discussione, tanto sui giornali, quanto nelle trasmissioni televisive,
e non si intende qui fornire ulteriori opinioni sulla questione, anche se indubbiamente spinosa.
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  MATISSE. I CAPOLAVORI DELLA GRAFICA
Pavia, Scuderie del Castello Visconteo

Un percorso breve, ma intenso, tra le linee sinuose ed essenziali di un Matisse poco noto, qui per lo più spoglio dei colori accesi e vibranti che nel 1905 gli conferirono l’appellativo di “fauve”, bestia, ma carico di una rara sincerità e capace, con l’ausilio dei suoi disegni, di accompagnare attraverso le parole il lettore di racconti e di poesie.
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  Robert Rauschenberg. Gluts
Villa e Collezione Panza, Varese

“Ogni materiale ha una propria storia. Non esiste un materiale “migliore” di un altro. E’ semplicemente innaturale per le persone utilizzare la pittura ad olio così come lo è utilizzare qualsiasi altra cosa. Un artista dà vita al materiale dalla propria esperienza, ignoranza, familiarità o confidenza”.
(Foto fonte YouTube)
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