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>ARTICOLI
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Ignazio
Fresu intervista
Lorenzo Giusti, storico
dell'arte
e critico. Attualmente uno dei
due curatori del nuovo Centro
per l’arte contemporanea
di Firenze: EX3.
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Un
EX del FUTURO
CONTEMPORANEO
di
Ignazio Fresu
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Ignazio
Fresu: Firenze,
tradizionalmente, a parte qualche incostante
esperienza, si è sempre mostrata
avversa all'arte contemporanea.
In che misura il progetto EXtre e' sostenuto
dal Comune di Firenze, dall' Assessorato
alla Cultura, dall'Assessorato alle
Attività Produttive e dal Consiglio
di Quartiere 3?
Intendo non solo in senso economico,
anche se questo aspetto non è
trascurabile.
Lorenzo
Giusti: La gestione del nuovo
Centro per l’Arte Contemporanea
di Firenze è stata affidata per
tre anni, a seguito di un bando pubblico,
all’associazione Extre Toscana
Contemporanea, il cui presidente è
Andrea Tanini. Dal Comune di Firenze
riceviamo un finanziamento annuale di
90.000 euro, come somma dei contributi
elargiti dagli assessorati citati e
dal Quartiere 3. A questo contributo
pubblico dovrebbe presto aggiungersi
quello della Regione Toscana, in virtù
della nostra partecipazione al Tavolo
regionale del contemporaneo. EX è
una contrazione della parola exhibition,
3 un riferimento al quartiere che ci
ospita. Ma si parla di EX anche perché
lo spazio nel quale operiamo è
EX di tutto (Cpa, Auditorium, Quarter...).
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FarsettiArte
IL DENARO NON FA
LA QUALITÀ
di
Ignazio Fresu
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Ignazio Fresu intervista
Franco Farsetti
di
FarsettiArte
FarsettiArte
è luogo d’aggregazione
per collezionisti e appassionati d’arte,
uno spazio che avvicina la città
all’arte visiva al livello di
un museo internazionale. Come è
nata e come si confronta oggi con il
territorio la FarsettiArte?
Nel 1962 cominciamo a fare le aste e
da subito con grande successo perché
in Italia esistevano solo Breda e la
Finarte. Poi Breda chiude e restiamo
solo noi e Finarte. Diciamo che col
tempo sono maturate delle difficoltà
nei confronti con la città, i
frequentatori sono meno di prima. Anche
se la nascita del Centro Pecci ha dato
un impulso alla nostra attività
inizialmente, perché era percepito
come novità, successivamente
il sodalizio con la città non
ha tenuto e gli amministratori non hanno
saputo fare da trait-d’union
E tuttavia il
rapporto con cittadinanza sembra molto
forte: FarsettiArte è percepita
collegata a Prato. Il rapporto deficitario
è con le strutture politiche
o con i pratesi in quanto meno interessati?
Inizialmente avere a Prato una casa
d'aste era sentito come una novità.
Nei 62 il TG dette per due volte la
notizia della nostra costituzione perché
per l'epoca era un avvenimento. Oggi
però siamo dovuti andare oltre
Prato a Milano e Cortina: i pratesi
mi sembrano oggi molto meno attenti
di prima. >leggi
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Angelo
Formichella, Assessore alla cultura
di Poggio a Caiano
di
Ignazio Fresu
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Ignazio
Fresu intervista Angelo Formichella,
assessore alla cultura
di Poggio a Caiano
ll
Comune di Poggio a Caiano nasce come
porto fluviale dell'agglomerato oggi
pratese, poi sotto i Medici si ha l'intervento
eccezionale della Villa Medicea e della
struttura agricola assolutamente sperimentale
ad essa connessa. La villa era dedicata
a speciali convivi dei neoplatonici
e la struttura stessa ne rispecchia
la finalità.
Ignazio Fresu Come
comune Poggio a Caiano è uno
dei più giovani comuni d'Italia,
nasce nel 1962. Data la sua recente
nascita e l'esiguità degli abitanti
(non raggiungono i 10.000) e del territorio,
risulta straordinaria la nascita nell'arco
degli ultimi dieci anni di due importanti
realtà museali: quella della
Natura Morta (primo e unico museo italiano
del genere) e quello di Soffici. Com'è
stato possibile?
Angelo
Formichella Il museo della
Natura Morta è un museo nazionale,
dello Stato. Noi e la Provincia di Prato
abbiamo collaborato con lo Stato per
questo museo che non è solo il
primo d'Italia è anche il primo
d'Europa e quindi il primo del mondo,
cioè l'unico. Rappresenta la
miglior produzione europea di questo
genere. 200 opere stabilmente esposte
e altrettante nel magazzino. Ciò
garantisce una dinamicità espositiva
garantendo una certa ciclicità
delle opere in mostra. >leggi
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L.
Pecci di Prato
UN
MUSEO PROTEIFORME,
UNA SOCIETÀ INFORME
di
Ignazio Fresu
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Conversazione
fra Ignazio Fresu e Riccardo Farinelli
sul
Centro di Arte Contemporanea L. Pecci
e sulle sue ricadute
Ciao
Riccardo, tu sei stato uno degli operatori
che ha cooperato alla fondazione del
Centro per l’Arte Contemporanea
Luigi Pecci. Hai contribuito alla sua
nascita e tuttora svolgi in campo didattico
un’intensa e peculiare attività
divulgativa rivolgendoti ad un’ampia
utenza che va dalla prima infanzia agli
adulti, dalle scuole alle famiglie,
dagli alunni agli insegnanti. Dopo questo
periodo di oltre 20 anni come sintetizzeresti
l’operato complessivo del Centro?
A questa domanda si può rispondere
solo ricordando cosa ci si aspettava
dal Pecci al momento della sua nascita
e guardare alla sua collocazione attuale,
a tutte le problematiche che allora
non potevano essere messe a fuoco e
conosciute. Le stesse professionalità
interne, la mia compresa, pur partendo
da conoscenze acquisite hanno dovuto
impattare nel tempo con la realtà
di un Centro come questo. Dobbiamo ricordare
che quando è nato era una novità,
non solo in Toscana ma anche in Italia
dove l’unica realtà similare
del tempo era Rivoli, mancavano quindi
dei riferimenti a cui rifarsi. Questa
mancanza di sostrato, questa sperimentalità
ha fatto sì che il Pecci sia
ancora oggi proteiforme, nel senso che
non ha preso un assetto definitivo.
Diciamo che è in formazione.
Il suo percorsom dal mio punto di vista
è stato un successo. L’azione
che siamo riusciti a costruire intorno
all’arte contemporanea rivolta
alle persone, francamente, direi che
è stato un successo. >leggi
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