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da consultare
ANGELI SENZA ALI Alfonso e
Nicola Vaccari
Jacopo Valenzia
è un pittore.
Un giovane pittore.
Angeli senza ali racconta il duro percorso che dovrà compiere verso l’’affermazione
professionale
ed il successo
Una mostra di pittura sul tema dell'Olocausto di Antonio Dal Muto artista di Cesena organizzata dall'Associazione Culturale "Menocchio" di Cervia, la mostra è stata aperta alle scuole con visite guidate.
Mattia Moreni
"il Percorso interrotto" Ultimo decennio
(1985-1998)
La mostra di Cervia nella location dei Magazzini del Sale, dedicata all'ultimo periodo artistico
di Mattia Moreni
 
ARTE E OMOSESSUALITA'
da von Gloeden
a Pierre et Gilles
 
 
 
ARTICOLI IN ARCHIVIO

FarsettiArte
Il denaro non fa la qualità


Angelo Formichella, assessore alla cultura di Poggio a Caiano

intervista di Ignazio Fresu


Ravenna celebra il Futurismo
di Cinzia Fontanelli


Luigi Pecci di Prato
Un Museo proteiforme,
una società informe
intervista di Ignazio Fresu

Intervista al pittore Franco Piva
Anzil
di Alessandro Carnier

Vahine''s’ Ballad

Cristiano Mattia Ricci

di
Artycon

Editoria > azimut
ANGELI SENZA ALI
Alfonso e Nicola Vaccari

di A. N.Vaccari

il Giorno della Memoria
Antonio Dal Muto

di A. Dal Muto

Cultuta territoriale e globalizzazione dell'arte.
di I.Fresu

Mattia Moreni "il Percorso interrotto" ultimo decennio.
di C. Fontanelli

52°BiennaleVenezia
La Morte è in Scena

di I.Fresu

Arte e Omosessualità
di C. Fontanelli

Ants nonviolenza
di Ants

Cesanne a Firenze
di I.Fresu

Spoerri al Pecci
di I.Fresu

consultazione articoli
Ravenna celebra il Futurismo
Futurismi a Ravenna. Libri e carte d'avanguardia del 1909 - 1921
 
 
>ARTICOLI
 
   

Ignazio Fresu intervista
Lorenzo Giusti
, storico dell'arte
e critico. Attualmente uno dei due curatori del nuovo Centro per l’arte contemporanea di Firenze: EX3.

Un EX del FUTURO
CONTEMPORANEO


di Ignazio Fresu  
 
Ignazio Fresu: Firenze, tradizionalmente, a parte qualche incostante esperienza, si è sempre mostrata avversa all'arte contemporanea.
In che misura il progetto EXtre e' sostenuto dal Comune di Firenze, dall' Assessorato alla Cultura, dall'Assessorato alle Attività Produttive e dal Consiglio di Quartiere 3?
Intendo non solo in senso economico, anche se questo aspetto non è trascurabile.

Lorenzo Giusti: La gestione del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea di Firenze è stata affidata per tre anni, a seguito di un bando pubblico, all’associazione Extre Toscana Contemporanea, il cui presidente è Andrea Tanini. Dal Comune di Firenze riceviamo un finanziamento annuale di 90.000 euro, come somma dei contributi elargiti dagli assessorati citati e dal Quartiere 3. A questo contributo pubblico dovrebbe presto aggiungersi quello della Regione Toscana, in virtù della nostra partecipazione al Tavolo regionale del contemporaneo. EX è una contrazione della parola exhibition, 3 un riferimento al quartiere che ci ospita. Ma si parla di EX anche perché lo spazio nel quale operiamo è EX di tutto (Cpa, Auditorium, Quarter...).
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FarsettiArte
IL DENARO NON FA
LA QUALITÀ

di Ignazio Fresu  
Ignazio Fresu intervista Franco Farsetti  di FarsettiArte

FarsettiArte è luogo d’aggregazione per collezionisti e appassionati d’arte, uno spazio che avvicina la città all’arte visiva al livello di un museo internazionale. Come è nata e come si confronta oggi con il territorio la FarsettiArte?

Nel 1962 cominciamo a fare le aste e da subito con grande successo perché in Italia esistevano solo Breda e la Finarte. Poi Breda chiude e restiamo solo noi e Finarte. Diciamo che col tempo sono maturate delle difficoltà nei confronti con la città, i frequentatori sono meno di prima. Anche se la nascita del Centro Pecci ha dato un impulso alla nostra attività inizialmente, perché era percepito come novità, successivamente il sodalizio con la città non ha tenuto e gli amministratori non hanno saputo fare da trait-d’union

E tuttavia il rapporto con cittadinanza sembra molto forte: FarsettiArte è percepita collegata a Prato. Il rapporto deficitario è con le strutture politiche o con i pratesi in quanto meno interessati?

Inizialmente avere a Prato una casa d'aste era sentito come una novità. Nei 62 il TG dette per due volte la notizia della nostra costituzione perché per l'epoca era un avvenimento. Oggi però siamo dovuti andare oltre Prato a Milano e Cortina: i pratesi mi sembrano oggi molto meno attenti di prima.
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Angelo Formichella, Assessore alla cultura
di Poggio a Caiano

di Ignazio Fresu  
Ignazio Fresu intervista Angelo Formichella, assessore alla cultura
di Poggio a Caiano

ll Comune di Poggio a Caiano nasce come porto fluviale dell'agglomerato oggi pratese, poi sotto i Medici si ha l'intervento eccezionale della Villa Medicea e della struttura agricola assolutamente sperimentale ad essa connessa. La villa era dedicata a speciali convivi dei neoplatonici e la struttura stessa ne rispecchia la finalità.

Ignazio Fresu Come comune Poggio a Caiano è uno dei più giovani comuni d'Italia, nasce nel 1962. Data la sua recente nascita e l'esiguità degli abitanti (non raggiungono i 10.000) e del territorio, risulta straordinaria la nascita nell'arco degli ultimi dieci anni di due importanti realtà museali: quella della Natura Morta (primo e unico museo italiano del genere) e quello di Soffici. Com'è stato possibile?


Angelo Formichella Il museo della Natura Morta è un museo nazionale, dello Stato. Noi e la Provincia di Prato abbiamo collaborato con lo Stato per questo museo che non è solo il primo d'Italia è anche il primo d'Europa e quindi il primo del mondo, cioè l'unico. Rappresenta la miglior produzione europea di questo genere. 200 opere stabilmente esposte e altrettante nel magazzino. Ciò garantisce una dinamicità espositiva garantendo una certa ciclicità delle opere in mostra. >leggi l'articolo
 
 
 
L. Pecci di Prato
UN MUSEO PROTEIFORME,
UNA SOCIETÀ INFORME

di Ignazio Fresu  

Conversazione fra Ignazio Fresu e Riccardo Farinelli sul
Centro di Arte Contemporanea L. Pecci e sulle sue ricadute

Ciao Riccardo, tu sei stato uno degli operatori che ha cooperato alla fondazione del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci. Hai contribuito alla sua nascita e tuttora svolgi in campo didattico un’intensa e peculiare attività divulgativa rivolgendoti ad un’ampia utenza che va dalla prima infanzia agli adulti, dalle scuole alle famiglie, dagli alunni agli insegnanti. Dopo questo periodo di oltre 20 anni come sintetizzeresti l’operato complessivo del Centro?

A questa domanda si può rispondere solo ricordando cosa ci si aspettava dal Pecci al momento della sua nascita e guardare alla sua collocazione attuale, a tutte le problematiche che allora non potevano essere messe a fuoco e conosciute. Le stesse professionalità interne, la mia compresa, pur partendo da conoscenze acquisite hanno dovuto impattare nel tempo con la realtà di un Centro come questo. Dobbiamo ricordare che quando è nato era una novità, non solo in Toscana ma anche in Italia dove l’unica realtà similare del tempo era Rivoli, mancavano quindi dei riferimenti a cui rifarsi. Questa mancanza di sostrato, questa sperimentalità ha fatto sì che il Pecci sia ancora oggi proteiforme, nel senso che non ha preso un assetto definitivo. Diciamo che è in formazione. Il suo percorsom dal mio punto di vista è stato un successo. L’azione che siamo riusciti a costruire intorno all’arte contemporanea rivolta alle persone, francamente, direi che è stato un successo. >leggi l'articolo

 
     
     
 
 
 
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